INTRODUZIONE AL DIGISCOPING


Il digiscoping, fotografare con una camera digitale abbinata a un telescopio o cannocchiale terrestre, è nato nel 1999 in Malaysia quando Laurence Poh fa i primi scatti.
Da allora si è diffuso in oriente e poi in Canada, Australia, Belgio, USA, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e, naturalmente, Italia. Nato prima come strumento per documentare soggetti difficilmente avvicinabili nel loro ambiente, con una qualità di immagine molto bassa, in seguito si è sviluppato, in breve tempo, fino a coinvolgere aziende costruttrici di cannocchiali come  Kowa, Leica, Optolith Swarovski, Zeiss,......, e aziende costruttrici di macchine digitali compatte come la Fuji, Nikon, Olympus, Sony ...., arrivando oggi a risultati sorprendenti e, per alcuni soggetti, unici.
Oltre che per i costi dell'attrezzatura, notevolmente più bassi, la diffusione si deve anche al vantaggio, unico, d'avere focali così potenti che nel mondo della fotografia tradizionale non esistono. Si pensi che un cannocchiale con un oculare 20X può arrivare a una focale equivalente a quella di un obiettivo tradizionale 35mm di 1500-3000mm. La qualità, se usati cannocchiali apocromatici con un diametro di almeno 80 mm. e macchine fotografiche digitali con ottiche di qualità, almeno 5ml. di pixel e un fattore di ingrandimento intorno al 3X, è assolutamente più che accettabile per un uso normale, anche tipografico, senza dover arrivare a grossi formati di stampa. Risulta poi assolutamente ottima se si usano oculari fissi con fattori di ingrandimento dai 20X ai 35X.

Gli elementi base di un corredo possono essere:
    1) - Un Cannocchiale prismatico terrestre o un telescopio terrestre.
    2) - Un oculare di qualità pari a quella del cannocchiale.
    3) - Un adattatore tra oculare e macchina fotografica.
    4) - Una macchina fotografica con zoom massimo 4X.
    5) - Uno scatto flessibile o elettronico.
    6) - Un cavalletto (treppiede) stabile e mimetico. (nero o verde o mimetizzato .. assolutamente da non usare quelli alluminio o cromati).
    7) - Una testa con movimenti precisi e molto fluidi. Si preferiscono quelle video o a bilanciere (Gimbal).

Altri accessori non indispensabili ma consigliati per un uso più pratico e veloce:
    1) - Se la testa del cavalletto non dispone già di una piastra con la possibilità di bilanciamento del baricentro esistono accessori esterni che si applicano tra la testa e il cannocchiale. Questo accessorio è importante con le compatte e fondamentale con le reflex.
   
2) - Una fonte di alimentazione esterna per la macchina fotografica con il vantaggio di una maggiore autonomia.
    3) - Un mirino di puntamento.
    4) - Un visore con lente di ingrandimento per il monitor LCD.
    5) - Un buon sistema di mimetismo personale e anche per l'attrezzatura.

Per complicare il tutto dobbiamo cercare sempre di non dimenticare che tutto il corredo deve essere di facile trasporto e rapida installazione. .... E non è poco!
La "vecchia" Nikon Coolpix 4500 che per molti anni, ed ancora oggi, è un oggetto di culto nel digiscoping. La moderna Leica D-Lux-4 ha dimostrato di essere una vera leader nel digiscoping Nell'immagine con il suo adapter

Un set completo di oculari a focale fissa.
I nuovi Nikon EDG hanno un ottimo e completo set di oculari

Coolpix 4500 Leica DLux 4 un set completo di oculari
Un moderno mirino a led (Red Dot) Testa fluida, Integra una barra  stabilizzatrice (Velbon) Le moderne Mirrorless sono oggetti molto versatili e adatti al nostro scopo.
Un moderno mirino a led Testa fluida Velbon EVIL Mirrorless


Premessa ... importante.

Prima di iniziare a trattare nei dettagli questa tecnica mi preme sottolineare già da adesso che è un modo di fotografare dove gli automatismi hanno un ruolo marginale e bisogna conoscere il materiale che useremo nei suoi minimi particolari. Fondamentale è conoscere tutte le caratteristiche ottiche e meccaniche della nostra macchina fotografica ed avere una certa predisposizione per il bricolage. La cosa più difficile per un utente medio è sempre stata quella di leggere attentamente il manuale delle istruzioni della macchina ... bene ... fatelo!. Altra caratteristica importante è la perseveranza e caparbietà di carattere. Questa deve essere pari se non superiore all'amore, rispetto e conoscenza che dobbiamo portare per i soggetti che andremo a riprendere. Come tutte le tecniche che stanno nascendo è un mondo dove l'ingegno del singolo deve essere messo a conoscenza di tutti per poter progredire tutti insieme e portare noi e le aziende verso un rapido e fruttuoso sviluppo.
Per chi non ha queste caratteristiche è solo un mondo pieno di limiti e insoddisfazioni.
Il digiscoping è un insieme di varie attrezzature la cui qualità meccanica ma soprattutto ottica è fondamentale per raggiungere risultati degni di nota. L'equilibrio qualitativo tra i vari elementi è fondamentale perché il risultato finale sarà sempre pari alla qualità dell'elemento più scadente di tutto l'insieme. Supponete di avere un impianto di riproduzione sonora composto da amplificatore, lettore e casse. Tutti gli elementi hanno un valore qualitativo pari a 100 tranne un elemento che ha un valore di 30. Ecco che la musica prodotta è pari al 30% del potenziale di tutto il sistema .... anzi ... la bontà di tutti gli altri componenti servirà solo ad amplificare ed enfatizzare i difetti dell'unico componente in difetto.
Conosco molte persone che si sono demotivate ed hanno abbandonato il digiscoping dopo il primo tentativo. Erano, per la maggioranza, tentativi fatti con cannocchiali economici e macchine di buona qualità. Un cannocchiale economico con lenti non ED o alla fluorite può essere piacevole per l'osservazione ma è in grande difetto nel digiscoping. Se volete provare fatelo con ottime lenti. Tutti i digiscoper sono estremamente collaborativi e disponibili. Tutti saranno disposti a farvi provare con la loro attrezzatura.


 


Esistono diversi modi di abbinare la macchina fotografica al cannocchiale ma due sono quelli più diffusi e sui quali la maggioranza dei digiscoper si concentra. Il metodo afocale e quello diretto, senza obiettivo e oculare.

Metodo AfocaleIl vantaggio del metodo afocale è che si sfrutta il fattore di ingrandimento sommando quello dell'oculare con quello dell'obiettivo della macchina fotografica. Ne risulta un potente teleobiettivo che può raggiungere focali pari anche a 3500 mm. ma con una perdita consistente di luminosità. Questo metodo si applica sia alle macchine compatte come a quelle reflex. Fino a pochi anni fa, con questo metodo, si applicavano solo macchine compatte ma il futuro del digiscoping vede tutti concentrati nello sfruttare il miglior sistema usando le EVIL o le reflex digitali (corredate di un ottica fissa, in genere un 50mm) abbinate a cannocchiali anche di piccole dimensioni per poter disporre di un sistema più maneggevole. Infatti molti produttori incominciano a produrre Metodo diretto detto a "Fuoco Primario"raffinati cannocchiali da 50 mm. con lenti apocromatiche ED.

Il metodo diretto, detto a "Fuoco Primario", è quello che collega la macchina fotografica reflex (e solo reflex o EVIL) al cannocchiale senza l'obiettivo e l'oculare ma con un tubo ottico con un passo a T2 al quale vengono applicati convertitori a baionetta col passo delle varie macchine reflex. Il metodo aumenta la focale di circa 500 - 1100 mm. a seconda del cannocchiale e del tubo ottico.
I cannocchiali possono essere prismatici terrestri ma anche telescopi se di focale corta (fino a 1500mm). Alcuni digiscoper usano i telescopi catadiottrici compatti come i Maksutov-Cassegrain con risultati degni di nota. Questi ultimi, i telescopi catadiottrici, si usano in entrambi i metodi e hanno come svantaggio la loro delicatezza, poca luminosità (f/10-14), lungo periodo di acclimatamento e ingombro ma il grande vantaggio di essere completamente privi di aberrazioni cromatiche, ottimo contrasto e ... cosa non grave essere molto economici (anche per quei modelli più raffinati come i Meade o i Vixen).

Premessa:
Agosto 2011.
Tutto quello che mi accingo a presentare è dovuto alla mia esperienza attuale. Immagini e soluzioni sono ricavate da consultazioni di siti internet e ricerche presso i negozi della mia regione. Il digiscoping si avvale sia di soluzioni con oggetti di produzione industriale come di soluzioni dettate dalla esperienza e ingegno resi pubblici dai singoli digiscoper. Consultando i vari forum sull'argomento (esistono moltissimi forum in lingua inglese, spagnolo, tedesco norvegese e olandese) si entra in un mondo di grandi collaborazioni e sforzi per trovare soluzioni in tutti i campi. Consultando anche i siti giapponesi, fortunatamente ricchi di immagini, si possono dedurre molte idee e realizzazioni di "oggetti fatti in casa" che denotano quanto sia affascinante e diffuso il nostro hobby. In oriente il digiscoping (nei motori di ricerca cercate la parola "digisco") è molto diffuso e la collaborazione fra digiscoper è assai assidua. In Spagna si trovano negozi specializzati ed é spagnolo uno dei migliori siti in assoluto.  Nella nostra pagina dei Link troverete molti siti ma moltissimi sono ancora da scoprire e altri stanno nascendo anche in questo momento.

Dato per scontato che la pratica e i tentativi sul campo sono il modo migliore per trovare l’armonia ideale fra macchina fotografica, cannocchiale, soggetto nel suo ambiente e voi, è necessario considerare anche alcune caratteristiche tecniche della macchina fotografica e anche del cannocchiale.

A) - Un gran numero di digiscoper usa ancora oggi una macchina fotografica compatta (P&S point-and-shoot) anche se il destino di tutti noi è quello di passare a breve a macchine reflex o EVIL (acronimo di Electronic Viewfinder Interchangeable Lens - dette anche Mirror Less - Prive di specchio ma con ottiche intercambiabili e un sensore più grande). Molte macchine compatte hanno obiettivi che variano la loro estensione durante l’uso, sia per l'effetto dello zoom come per la messa a fuoco. Questa caratteristica ci crea non poche difficoltà nella ricerca del corretto abbinamento e progettazione dell'adattatore (Adapter). Questo accessorio è necessario per un corretto ed efficace collegamento tra l'obiettivo della macchina e l’oculare del cannocchiale. Esistono molti tipi di adapter ma non tutti sono realmente efficaci. uno dei difetti più comuni è la difficile collimazione degli assi ottici oculare-obiettivo e l'infiltrazione di luce tra le lenti con un decadimento vistoso di qualità d'immagine.
Questo è uno dei motivi che ha portato molti appassionati di tutto il mondo a preferire ancora oggi le Nikon Coolpix 990-995-4500. Queste gloriose macchine degli anni 90 hanno un obiettivo dal diametro abbastanza piccolo (28mm.) capace di coprire facilmente tutti gli oculari in produzione. Preziosissima è la caratteristica meccanica di inglobare all'interno del corpo macchina tutti i movimenti, sia dello zoom come quello della messa a fuoco.. Queste caratteristiche aiutano nel posizionamento della macchina, con semplici adattatori. Alcuni oculari hanno inglobato il passo a vite di 28mm così da ottimizzare e semplificare il collegamento e la qualità.

Due moderne EVIL. Macchine con la stessa praticità di una compatta e quasi tutti i pregi di una reflex Il Baader Scopos APO ED 66, un cannocchiale rifrattore economico con ottime caratteristiche ottiche. Un Meade Maksutor Cassegrain 100mm il ETX90.

struttura Baader Scopos Meade Etx90
Oculare universale William Optics DCL-28 passo 28mm.
Struttura ottica e modulare degli oculari Baader Hyperion Un moderno cannocchiale completamente modulare
oculari universali Hyperion 17  

Un altro problema pratico del digiscoper è il controllo dell'immagine dal monitor LCD. La maggioranza delle macchine lo ha fisso al corpo macchina, non orientabile. Questo mal si presta a fotografie con angolazioni o punti di ripresa estremi. Anche in questo caso la serie delle vecchie Coolpix sopra citate, avendo il corpo sdoppiato e girevole, ben si adattano a tutte le posizioni di ripresa. (Ricordo che è necessario mirare e controllare l'immagine solo ed esclusivamente con il monitor LCD a meno che non si disponga di una reflex).
Alcune macchine compatte top di gamma, con caratteristiche e controlli molto raffinati, hanno obiettivi con lenti o struttura ottica che male si abbinano agli oculari dei cannocchiali. Un caso eclatante è la Canon G10-11e 12che non riescono a colloquiare con il 90% degli oculari. Questo è un problema che, in parte, si risolve con oculari a focale fissa e possibilmente grand'angolari o quelli specifici indicati con la sigla LER (Long Eye Relief).
Quasi tutte le aziende vendono cannocchiali abbinati ad uno zoom ma quasi tutte hanno in catalogo oculari di focale fissa e anche grand'angolari.
Aziende che hanno avuto grande successo nel mercato astrofilo si sono interessate a quello del digiscoping producendo oculari "universali" a focale fissa di ottima qualità. Alcuni sono dotati di raccordi per adattarli agli innesti a baionetta dei cannocchiali più diffusi, altri oculari hanno un innesto da 1.2/5", uno standard tra gli astrologi, e sfruttano degli anelli di conversione. I cannocchiali Pentax hanno adottato questo innesto come soluzione definitiva.
Alcune aziende produttrici di cannocchiali hanno fatto la scelta di commercializzare i loro strumenti con moderni oculari zoom grandangolari (25-50x). ottiche raffinatissime e molto elaborate ma non sempre adatte al digiscoping per la tendenza ad un effetto barilotto e un decadimento vistoso di definizione ai bordi. Altre hanno scelto oculari zoom molto potenti (20-75X) ma hanno una perdita di luminosità tale da costringerci a tempi e diaframmi al limite. In ogni caso è sempre meglio scegliere o lavorare con oculari dal fattore di ingrandimento non superiore a 35X.
Per questioni ottiche che spiegheremo più avanti è meglio scegliere una macchina fotografica con un obiettivo zoom non superiore a 4X. L’ideale per avere immagini senza vignettatura e un buon ingrandimento con cannocchiali di 70 o 80 mm. forniti con oculari 20-35x. Fattori di zoom maggiore metteranno in crisi noi e la qualità dell' immagine. Zoom minore danno risultati con vignettatura nella maggior parte degli oculari in commercio. La Kowa, azienda produttrice di ottimi cannocchiali ed una grande scelta di accessori per il digiscoping, è l'unica ad avere in catalogo due oculari specifici per tutte quelle macchine o cineprese con obiettivi zoom di grande potenza.
Usare lo zoom digitale della macchina porta sempre a risultati di qualità scadente.
Un grande problema è la presenza di aberrazione cromatica con ottiche anche di buona qualità. Un esempio era la Coolpix 5000, ottima macchina con un CCD da 5 Ml. di pixel e dimensioni 2/3 " (8.80 x 6.60 mm) ma con la mal augurata predisposizione alla presenza di dominante viola ai bordi (Purple-fringing). Se poi la qualità delle lenti del cannocchiale non è ED, HD, APO con lenti al fluorite, allora il risultato può essere inaccettabile in assoluto.
Gi abbinamenti migliori devono essere sempre provati perché non è detto che la migliore macchina in commercio abbinata con il miglior cannocchiale dia dei risultati soddisfacenti.

Due moderne EVIL. Macchine con la stessa praticità di una compatta e quasi tutti i pregi di una reflex Il performante oculare Kowa 25x LER Quattro cannocchiali, due diritti e due angolati,
tra i migliori oggi in commercio.
Due EVIL kowa-25x-LER quattro cannocchiali al top
Un cannocchiale di media qualità produce un evidente aberrazione cromatica (Fringing) Un pratico scatto flessibile. Clicca sull'immagine  
Fringing scatto flessibile  


B) - Per quanto riguarda la scelta del cannocchiale dobbiamo tener conto di moltissimi fattori tra cui, in questa pagina, ricordo solo quelli più importanti.
La scelta della qualità delle lenti e del loro progetto è determinante. Lenti cromaticamente non corrette o di scarsa qualità, se possono essere buone per l'osservazione, diventano assolutamente inaccettabili per il digiscoper.
Le lenti alla fluorite, se di buona qualità, garantiscono, nella maggior parte dei casi, una perfetta resa cromatica con risoluzione e definizione perfette.
In generale è preferibile un cannocchiale con lenti del diametro da 77 a 100 in quanto aiutano a compensare la perdita di brillantezza anche se gli ultimi cannocchiali da 60 mm. come quelli della Zeiss, della Leica, della Swarovski, della Nikon, della Vixen, .... danno buoni risultati e sono decisamente più maneggevoli. Alcuni produttori sono riusciti a costruire eccellenti cannocchiali molto compatti da 50mm. che hanno dato risultati entusiasmanti. In ogni caso dobbiamo tenere presente che lenti troppo piccole sono molto poco luminose e ci costringono a tempi e diaframmi al limite.
La scelta tra cannocchiale diritto o angolato è soggettiva ma se desideriamo fare riprese veloci o, per quanto ci è possibile, a mano libera forse quello diritto aiuta di più nella ricerca del puntamento. In cambio quello angolato aiuta a sopportare meglio il peso della macchina fotografica e, potendo tenere la macchina più bassa sul cavalletto, ne aumenta la stabilità. Non ostante le aziende produttrici si ostinino a assicurare la perfetta resa ottica di entrambi i sistemi questa ha delle variazioni minime che ci costringono a preferire l'angolato o il diritto a seconda del modello o della marca. Tutti i produttori sono convinti di avere il miglior sistema di messa a fuoco e questo è vero nella maggior parte dei casi. La cosa che dobbiamo tenere presente è la praticità ed efficienza per come siamo abituati a lavorare. Personalmente ... è solo una mia scelta personale.. personalmente preferisco il sistema a doppia manopola sopra i prismi e vicino all'oculare. Lo trovo assai veloce e istintivo con gesti molto contenuti e poco plateali (si corre meno il rischio di essere identificati dai soggetti ripresi). Conosco molti digiscoper che preferiscono la unica manopola sul corpo cannocchiale (come quella degli obiettivi) ma, quasi sempre, sono in possesso di cannocchiali diritti.

C) - Per fotografare con il metodo afocale è consigliato l'uso di un adattatore per collegare in maniera fissa e otticamente corretta la macchina fotografica all'oculare. Anche se i primi digiscoper si arrangiavano tenendo le due parti unite senza alcun accorgimento oggi si consiglia l'uso di accessori. Questi adapter possono essere sia auto costruiti che prodotti industrialmente. Ricordo tra i più ingegnosi ma anche costosi quelli della Kowa, Leica, Swarovski e Zeiss. Ci sono alcuni tornitori specializzati in costruzioni ottiche, come il Sig. Mario Meco della SISMEC di Firenze (055-611411), che riescono a fare adattatori otticamente precisi e adatti meccanicamente al vostro oculare. Grazie alla fantasia dei digiscoper e alla maestria di questi tornitori sono stati prodotti adattatori conosciuti in tutto il mondo. Ricordo l'adattatore spagnolo fatto da Miguel Rouco con il contributo di molti appassionati che oggi è il più diffuso e copiato. Pratici, ingegnosi e versatili sono gli adapter giapponesi della Digisco. L'unico, non indifferente, difetto è la loro totale assenza nei nostri mercati ma ... per chi dovesse andare in Giappone ...

D) - L'autoscatto, che sia meccanico o elettronico, è molto raccomandato. Senza questo accessorio si hanno foto mosse. Molti danno sfogo liberamente alla fantasia e manualità costruendosi in casa, in maniera artigianale, oggetti con barrette di ferro (ma ne ho visto uno tutto realizzato in legno) per poter collegare gli autoscatti flessibili a macchine sprovviste di filettatura. Nonostante vengano forniti come accessorio optional autoscatti elettronici, a filo o radio, quasi tutti usano quello meccanico per la sua maggiore affidabilità, precisione e sequenza continua.
In commercio, per chi ha poca manualità, si trovano diverse soluzioni. Esistono anche degli accessori esterni come il DigiSnap che danno un automatismo anche a sequenza.

E) - Il cavalletto e la sua testa (video o 3D) sono un altro accessorio di grande importanza, troppo spesso sottovalutato, Una gamma di scelta commerciale amplissima, anche se alla fine dei conti sono 5 le marche che si contendono il primato delle più usate, Manfrotto, Gitzo, Velbon, Benro e Slik, ultima ma solo per motivi di distribuzione commerciale in Italia). Importante è che si mimetizzino bene, che si possa lavorare con la massima stabilità e precisione con estensione fino ad altezza dell'occhio . L'uso della colonna centrale estesa è sconsigliato perché, di massima, rende la nostra apparecchiatura troppo sensibile a vibrazioni e a colpi di vento laterale. La testa fluida, tipica delle attrezzature per le riprese video, è sicuramente quella che ci permette di avere maggior precisione nella ricerca del soggetto. Ci sono costruttori specializzati in prodotti per l'uso con potenti teleobiettivi e telescopi che danno la possibilità di scegliere teste soffisticatissime, le teste a bilanciere o Gimbal. (Kirkphoto, Benro, Jobu Design, Wimberley oppure Digisco). Con la grande diffusione delle più pesanti reflex si è assai diffuso l'uso di queste costose ma efficientissime teste così come di quelle costosissime dedicate alle riprese cine televisive a livello broadcasting. In questo ultimo caso il limite è solo nel peso che parte dai 2Kg. solo per la testa. (Vinten, Sachtler, Manfrotto e la italianissima e ottima Cartoni).
Ma se siete appassionati del fai-da-te non perdete questo link.

F) - Tutti i digiscoper possono raccontare di essere rimasti, almeno una volta, senza capacità della batteria. Magari .. proprio quando, dopo ore di appostamento, finalmente il soggetto si era posto nell'inquadratura nell'atteggiamento desiderato. La soluzione è quella di portarsi 2-3 batterie di scorta. Alcune macchine hanno, come optional, delle impugnature con maggiore autonomia. Tutte soluzioni buone ma, per chi ha un po' di manualità e ingegno le soluzioni possono essere altre più potenti e con una maggiore autonomia. Parlo degli accumulatori usati spesso nel mondo del modellismo grazie ai quali si può arrivare a una capacità di 1900 e anche 3000 mAh. Questi possono essere tenuti in una tasca, protetti dal freddo e non gravano sul peso complessivo del sistema.

La francese Gitzo produce treppiedi e teste tra le più copiate ed imitate al mondo. La nuova testa fluida GH2720QR e un cannocchiale Zeiss 85 FL, con lenti alla fluorite, montato su Gitzo G1228G + Gitzo G2380 Una soluzione ottimale per il bilanciamento di tutto l'apparato sia per il digiscoping come per il videoscoping.
Kowa TSN-DA3
GH2720QR Gitzo G1228G + Gitzo G2380 Kowa Tsn-DA3
La BWG-Pro della canadese Jobu Design. Una gimbal molto sofisticata e performante. Testa fluida professionale, Integra una barra  stabilizzatrice (la italiana Cartoni HiDV)  
Jobu Design la CARTONI HiDV  

Settaggi

Moltissimo è stato scritto sui settaggi del menu della macchina fotografica e moltissimo verrà ancora scritto perché le macchine fotografiche hanno un grande sviluppo proprio in tutta la parte elettronica interna con un grande numero di funzioni utili e non. I prezzi delle macchine reflex sono calati vertiginosamente ed oggi con la stessa cifra di una macchina compatta di qualità si può avere un corredo SRL di marca. Questo è uno dei motivi che spingono sempre di più i digiscoper alla ricerca di soluzioni con corredi reflex.
Per ora ci soffermeremo ad analizzare quelli con macchine compatte e affronteremo in un altra pagina quelli con macchine reflex. (trovate il link alla pagina alla vostra destra).

Prima di tutto è importante chiarire che bisogna lavorare in maniera manuale o semi manuale in quanto, in automatico, spesso si hanno risultati con errori nella esposizione e anche nella messa a fuoco. Nel nostro sistema non è necessario controllare la profondità di campo con l'uso dei diaframmi perché la costruzione ottica che si viene a creare abbinando cannocchiale-oculare-macchina fotografica non ti permette di trarre vantaggi di nota variando i diaframmi. E' molto più efficiente invece controllare la velocità dell'otturatore e la corretta area di esposizione al fine di evitare fotografie con del mosso e del fringing. Risulta quindi più importante scegliere di lavorare con la priorità di tempi e variare, in caso, la sensibilità ISO.

Nella scelta se operare in priorità di tempi o diaframmi è sicuramente consigliabile lavorare con la priorità di tempi per tanti motivi e non ultimo perché si può operare in post-produzione con programmi come Photoshop, Corel Photopaint, Paintshop pro, ecc.. , per correggere immagini che possono sembrare scure ma permettono di ritrovare molti più particolari. (meglio scure che sfondate)

Importante è anche settare l'area di messa a fuoco in modo spot o a selezione di area e comunque mai in modo automatico o su tutta l'area (tranne in casi particolarissimi). Altra cosa importante e di grande discussione tra appassionati di digiscoping è se usare il modo macro (simbolo il fiore) o infinito (simbolo la montagnola).
Credo che per questa ultima questione molto è da considerare il modello di macchina fotografica e anche la posizione del soggetto da fotografare. La qualità dell'automatismo di messa a fuoco ma soprattutto la velocità di reazione della macchina fotografica fanno la differenza. Se poi il soggetto è coperto anche parzialmente o ha davanti anche un rametto sottile è assai probabile che la macchina settata nella posizione macro non dia dei risultati soddisfacenti se non addirittura completamente fuori fuoco. Personalmente preferisco la posizione infinito perché la macchina è più veloce (non dovendo cercare la messa a fuoco) e controllo personalmente dal cannocchiale cosa voglio riprendere. In questo ultimo caso si rende necessario (soprattutto per chi come me incomincia ad avere problemi di vista) l'uso di una lente per la visione del mirino LCD e molta pratica sul campo.

*) ATTENZIONE: Se si usa un cappuccio con lente di ingrandimento per la visione dell'LCD non lasciate mai la macchina con la lente libera se il sole vi è alle spalle perché rischiereste di bruciare o danneggiare il monitor LCD della macchina. Il perché chiedetelo ad Archimede! Io, purtroppo, ho danneggiato così il monitor della mia Nikon 990 che fa foto meravigliose ma purtroppo presenta delle vistosissime macchie solo sull' LCD.

La tabella con i vari settaggi che presento è quella che uso nella maggior parte delle situazioni, è chiaro che piccole variazioni sono possibili a seconda della situazione ambientale.

MENU MACCHINA  SCELTA
Quality  Fine 
Size  Full 
ISO  100
Flash  Off 
ZOOM - Digital Tele  OFF 
Zoom - Start Pos  LAST 
Zoom - Fixed Aperture  Off 
White Balance  A Auto 
Metering  Centre Spot/Matrix 
Shooting Mode  Single 
BSS  OFF 
Image Adjustment  Normal 
Saturation Control  Normal/Auto 
Lens  Normal 
Exposure - AE Lock  OFF 
Exposure - EXP +/-  OFF/0 
Exposure - Mode  Aperture 
Focus - AF Area Mode  Manual 
Focus - Auto-Focus Mode  SINGLE AF 
Focus - Focus Conf  ON 
Image Sharpening  Auto 
Auto Bracketing  OFF 
Noise reduction  OFF 


Bilanciamento del bianco: Quasi tutti lasciamo l'impostazione in Auto ed abbiamo dei risultati quasi sempre buoni ma dobbiamo considerare anche la qualità del colore del cannocchiale. Alcune lenti hanno la tendenza a dominanti fredde (blu) ed altre a quelle calde (giallo). In questi casi non è del tutto sbagliato dare delle indicazioni precise in manuale. Quasi tutte le macchine moderne ci danno questa possibilità e alcune ci permettono di correggere in modo accurato con l'uso di riferimenti colore precisi. Sono operazioni che io eseguirei almeno una volta per conoscere meglio il nostro sistema.
Personalmente, ma il mio cannocchiale è un apocromatico con lenti alla fluorite, setto la macchina su auto come di default ma cambio quasi sempre su luce diurna visto che i soggetti che fotografo sono sempre all’aperto e sempre in pieno sole. Unica variante è quando il cielo è nuvoloso. Con alcune macchine ma soprattutto con alcuni obiettivi ho ricercato una taratura più precisa i cui parametri sono oramai memorizzati nella macchina.
Area di esposizione : Anche in questo caso è il nostro cervello che deve lavorare e collaborare con la macchina. Tutti siamo d'accordo che anche l'esposizione è uno dei momenti creativi dell'immagine. Oramai siamo abituati a elaborare al computer tutte le nostre immagini ma, proprio per questo, dobbiamo avere dei file sorgente con il maggior numero di dettagli. Tutti gli esposimetri vengono tarati sul potere riflettente di un cartoncino Kodak standard, di colore grigio medio o grigio al 18%. Quindi, l'esposimetro di una fotocamera esporrà correttamente solamente le porzioni della scena che siano effettivamente di tono medio.
Un soggetto scuro (una folaga) verrà erroneamente 'letto' dall'esposimetro al pari di un grigio medio e la foto risultante lo ritrarrà più chiaro che in realtà: il difetto di risposta esposimetrica produce una sovraesposizione. Un soggetto chiaro (Airone bianco) verrà anch'esso 'letto' come grigio medio, per cui il risultato sarà un soggetto più scuro della realtà: l'eccesso di risposta esposimetrica produce una sottoesposizione. Sappiamo che in un immagine sovraesposta tutte le aree "sfondate" sono oramai prive di dettagli e il tono generale verrà controllato molto male anche dal miglior programma di post produzione. Meglio, quindi, avere un immagine un poco più sottoesposta che è ricca di dettagli recuperabili sempre. Anche in questo caso non bisogna eccedere altrimenti ne va del tono e profondità colore dell'immagine. Ecco che la giusta area di esposizione all'interno dell'immagine ci aiuta moltissimo. Le macchine fotografiche attuali sono dotate di sistemi molto sofisticati con letture su un considerevole numero di punti, ma hanno anche i classico spot che legge l'esposizione come la messa a fuoco su di un area molto ristretta che è quasi sempre al centro dell'immagine. Alcune moderne compatte e quasi tutte le reflex ci consentono di variare questa posizione. Questo è un particolare molto utile per poter inquadrare da subito in maniera più creativa senza il soggetto nel mezzo della scena.
da escludere il settaggio matrix (media della scena su più punti) ma è da considerare, a seconda della macchina, l'efficienza del settaggio media pesata al centro , cioè quando l'esposizione viene di nuovo calcolata su tutta la scena, ma viene data una maggiore importanza alla parte centrale inquadrata al momento della misurazione. Questo settaggio varia da produttore a produttore e, in alcuni casi, è davvero molto efficiente.
Scatti singoli o continui : la scelta è dettata da due fattori: La velocità di scrittura della macchina e la capienza della scheda.
il primo è che, se scegliamo la sequenza, con molte macchine compatte o con reflex entry level bisogna aspettare anche diverso tempo per permettere alla macchina di registrare la sequenza nella memoria il che, alle volte, ci fa perdere la possibilità di scattare quando l’animale si mette in un'altra posizione che magari è anche più caratteristica. Ma, se scegliamo la sequenza, possiamo cogliere attimi di un movimento che altrimenti non sarebbero di facile cattura. In situazioni di luce critica e con tempi di scatto molto lenti, sia con le compatte come con le reflex, è la sequenza che ci viene in aiuto dandoci la possibilità di avere uno scatto sufficientemente ben definito (per caso o per botta di fortuna). Con la sequenza poi bisogna avere una buona dose di memoria disponibile perché è sorprendentemente facile riempire una scheda da un gigabite nell'arco di pochi minuti. Se, come è facile con le nuove fotocamere, facciamo anche dei filmati ... allora anche 4Gb. sono pochi. Come potete capire la scelta è soggettiva ma quasi tutti optiamo per la sequenza.
BSS : Con animali e comunque con oggetti in movimento il braketing non funziona e quindi è da disabilitare
Image Adjustment : Può dipendere dalle caratteristiche del sensore della macchina. Noi consigliamo sempre di posizionarsi sul Normal, se poi vogliamo contrastare l’immagine lo possiamo fare con un programma di foto ritocco. Le nuove macchine con sensori e processori molto più raffinati ci possono venire in aiuto con soluzioni anche molto elaborate nei settaggi ma d'effetto nella resa. Consigliamo sempre di leggere attentamente il manuale e sperimentare sul campo tutte le opzioni.
Saturazione : vale come sopra. Meglio posizionarsi su Normal ma molti lasciano e sono soddisfatti su Auto.
Sharpening : Normal
Image Quality : Dipende dalle caratteristiche della macchina ma poche hanno una velocità di registrazione accettabile sui formati tiff e raw quindi meglio sempre posizionarsi su Fine. In più poche macchine danno la possibilità di usare la sequenza su immagini ad altissima definizione.
Image Size : Sulle Nikon Coolpix della serie 99x o la 4500, che sono macchine estremamente indicate al digiscoping, la risoluzione di 2272x1704 è una garanzia di un risultato adatto a tutti gli usi sia di stampa che di visione a video.
Focus Options: (3 Sub-menus) AF area mode * Auto-focus mode * Focus confirmation
Quasi la totalità dei digiscoper consiglia di lavorare nella modalità di controllo della messa a fuoco (AF area mode) in Manual combinata con l’esposizione “Spot AF Area”.
Altrettanto vitale e comune alla maggioranza dei digiscoper è il settaggio dell’”Autofocus mode” a “Single AF”. Non è solo la soluzione più pratica ma anche quella che permette uno scatto più veloce perché non costringe la macchina a cercare in continuazione la messa a fuoco. Bisogna quindi essere sicuri di aver messo a fuoco correttamente prima dello scatto. Se fotografiamo uccelli in un canneto in una giornata di vento dobbiamo avere molta fortuna con entrambi i metodi.
Focus confirmation è una funzione che fornisce una verifica visiva della messa a fuoco evidenziando a monitor i contorni degli oggetti che sono a fuoco. Può essere molto utile per chi riesce a vedere bene nei monitor delle fotocamere ma se usate una lente per ingrandire può essere noiosa e per niente utile. Nei nuovi LCD ad alta definizione, quando è presente, è molto utile.
 
 
Altri piccoli accorgimenti per velocizzare le riprese sono:
  • Disabilitare la visione a Lcd della immagine appena scattata.
  • Allungare i tempi di autospegnimento della macchina.
  • Usare la messa a fuoco all'infinito (icona la montagna).
  • Usare un sistema di puntamento collimato con il cannocchiale.
  • Applicare tra la testa ( possibilmente a meccanismo fluido) del cavalletto e il cannocchiale una piastra di bilanciamento.

 

La Canon Powershot S95 è una compatta con ottime prestazioni nel digiscoping. Nell'immagine con lo Swarovski ATM 80HD corredato dell'adapter DCA. La Canon 550D è una reflex con prestazioni da professionale e corpo leggero e compatto. Nell'immagine montata su un Kowa TSN-883.
Canon S95 Canon 550D
Lo Zeiss Photoscope è un oggetto molto particolare e unico. Integra, nel corpo di un 85FL, la macchina fotografica da 9MlPixel Il nuovo Kowa Telephoto Lens/Scope è un cannocchiale unico e rivoluzionario. Integra le funzioni di cannocchiale e teleobiettivo universale. Massima versatilità e una qualità sorprendente.
Zeiss Photoscope Kowa TelePhoto Lens/Scope


 


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