Il Passero solitario (Monticola solitarius Linnaeus, 1758).

Foto e testo di Stefano Savini©

 

Il Passero solitario (Monticola solitarius Linnaeus, 1758) -  Foto di S.Savini ©

 Primalucelab AIRY BLACK 90 T - Olympus E-M1 - 1/8 sec. - 200ISO

 

Passero solitario (Monticola solitarius)

 

Sono anni che, vivendo sul Carso Triestino, mi ritrovo ad osservare in primavera, in qualunque cava esistente, una coppia del passero solitario.
Il nome stesso suggerisce il suo stile di vita, cioè solitaria, ma in primavera, si unisce per riprodursi…, entrambi covano, entrambi nutrono i piccoli, che una volta fuori dal nido, diventano rapidamente…solitari.
Infine tutta la famiglia si disperde vivendo singolarmente la propria esistenza fino all'anno successivo, dove si riaccoppiano nuovamente per la nidificazione.   Il Passero solitario (Monticola solitarius Linnaeus, 1758) -  Foto di S.Savini ©

Sono anni che li vedo, ma sono anni che ho grosse difficoltà a riprenderli, causa la loro permanenza nelle cave abbandonate e anche attive, ma sempre ampie e alte.
Ama fare il nido in fessure alte delle pareti e spesso in ombra.
Veloce nei suoi movimenti, predilige posarsi su sporgenze sassose, dove poter aspettare il passaggio delle sue prede, che attacca in volo.

Il maschio ha una splendida melodia, che risuona forte nella cava, ma dolce all'orecchio.
Diffidente, se visto, si allontana subito a distanze proibitive per le fotografie.

Quest'anno sono riuscito a riprenderli, perché la sciagura covid19, ha paralizzato l'intera Italia e anche le attività delle cave.
Solo così ho potuto, indisturbato, entrare nel loro raggio d'azione, non senza difficoltà per la loro diffidenza.
Dopo oltre un mese di osservazione a distanze impossibili anche per il digiscoping ( dai 300 mt in su.. ), "finalmente" il maschio, si è "tradito", mostrandomi dov'era il suo nido.
La mia esperienza e soprattutto la mia attuale attrezzatura, mi hanno permesso di creare, praticamente in asse, un punto distante 60\70 metri, dove arbusti e telo mimetico hanno impedito alla coppia di capire la mia presenza, almeno fino all'involo dei piccoli. 

Passero solitario (Monticola solitarius Linnaeus, 1758) -  Foto di S.Savini ©  Passero solitario (Monticola solitarius Linnaeus, 1758) -  Foto di S.Savini ©  Passero solitario (Monticola solitarius Linnaeus, 1758) -  Foto di S.Savini ©

Tutto è stato perfetto, cava vuota da operai e luce sul nido dalle 06 circa fino alle 08,30, orario ottimale dal punto di vista della mia presenza di ogni giorno ( esclusi i giorni nuvolosi e di pioggia ).
Ad aiutarmi ulteriormente è un tubo bianco lungo almeno 90 metri, che taglia in due la cava, dove la coppia, spesso si posava prima di andare al nido, riducendo quindi a 25-30 metri la distanza di ripresa, che addirittura nel tempo è scesa ancora fino ai 8\9 metri…., una vera pacchia per la mia mania del primo piano e del dettaglio.

La vita in natura ha un rituale specifico per ogni specie basta la pazienza di capire, a darti successi nelle fotografie.
Dall'inizio dell'anno, sono riuscito a portare la potenza del mio AIRY black 90 T, sui 3360mm f 20 circa con risultati sorprendenti se consideriamo distanze e somma di 2 duplicatori messi assieme.
Solo così ho battuto la grande diffidenza di questo volatile straordinario e raro alla vista delle persone del mondo. 


 Ciao a tutti, mi chiamo Stefano e ho la passione per la fotografia naturalistica ma non uso i normali obbiettivi, bensì un rifrattore (cannocchiale terrestre) a cui collego una macchina fotografica…, questa tecnica si chiama DIGISCOPING.Attrezzatura     

PERCHE' LE RIPRESE IN DIGISCOPING??    - La domanda sembra avere una risposta complicata e di difficile comprensione, ma in realtà tutti quelli che fanno riprese con un cannocchiale, lo fanno principalmente per una questione di costi e di peso, MA poi …,  ne restano affascinati e non vogliono cambiare sistema perché il digiscoping è l'unica tecnica al mondo che ti permette di superare qualunque altra grossa ottica in termini di potenza e leggerezza a  cui devi aggiungere il non poco vantaggio di poter stare allo scoperto senza disturbare la fauna nel suo habitat naturale.

Attualmente uso un rifrattore dal nome AIRY (Black 90 T) di marca tutta Italiana (PRIMALUCELAB) che mi permette un uso svariato di modalità come l'afocale, con anello T2 ad attacco diretto, con un duplicatore e per ultimo il sistema con l'ADATTATORE PER FOTO DSRL PER LANTANIO 8-24X PROZOOM, strumento quest'ultimo che mi permette di superare i 3000 mm di focale con una buona definizione d'immagine. Se pensiamo che il massimo raggiungibile in termini di mm, da un super teleobbiettivo di marca Nikon o Canon, non supera i 1000mm e costa non meno di 10,000 euro, ecco che allora diventa chiaro perché si usa il digiscoping.  Il digiscoping è anche una sfida nella sfida perché la sua tecnica non prevede gli automatismi presenti sulle lunghe ottiche…, questo sistema è privo dell'autofocus e anche dei diaframmi, perché i cannocchiali sono oggetti principalmente nati per l'osservazione a grandi distanze e non per la fotografia che viene aggiunta solo in un secondo momento.

Non ci avete capito niente vero??…, ok, semplifichiamo tutto. 

Prendete un cannocchiale terrestre e dopo aver visto il soggetto che cercate, bloccate tutto e con un adattatore accostate la vostra macchina fotografica per ricavare immagini molto suggestive e con la sensazione di averle fatte a distanze molto brevi… Facile no??? 

BUON DIGISCOPING A TUTTI E ... COME DICIAMO NOI …. BUONA LUCE...


Curiosità:

  Rif. - ALTOVASTESE.IT

" .... Leopardi non scelse a caso questa specie! Oltre alle abitudini solitarie, il Passero solitario possiede un bellissimo canto, melodioso e “triste”. Leopardi effettua una identificazione malinconica tra l’uccello e se stesso, che però risulta parziale: entrambi sono esseri soli. Leopardi è solo a causa della situazione di dolore esistenziale in cui versa. Il passero solitario, invece, desidera la solitudine per natura, non percepisce e dunque non può provare il dolore provato dal poeta, in quanto, essendo animale, è sempre felice. Tutto questo non fa che rendere ancor più bella la similitudine fra il poeta e questa specie di abitudini solitarie e schive."  Con l'occasione potete rileggere la poesia al link del sito.

 

Anche il Petrarca ha citato il Passero solitario e anche per lui era il simbolo del suo stato "Passer mai solitario in alcun tetto".

Non dimentichiamo il Pascoli. Comunque è un omaggio al Leopardi ma la scena è un altra. L’uccello è paragonato a una suora di clausura che, prigioniera del convento e della solitudine che ne deriva - così come il passero - fa risuonare nel silenzio attorno a lei tre note suonate con un organo. Col suono di queste tre note che si diffonde nelle stanze vuote e che può lasciare il convento, librandosi fuori dalle finestre, la suora esprime il suo segreto desiderio di evasione, quello che ha sepolto proprio in fondo al suo cuore.

 

 



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Passeriformes
Famiglia

Muscicapidae

Scientifico Monticola solitarius
   
Inglese Blue Rock-Thrush
Tedesco Blaumerle
Spagnolo Roquero Solitario
Francese

Monticole bleu

Giapponese イソヒヨドリ
Portoghese Melro-azul
Russo Синий каменный дрозд 
Svedese blåtrast
Fotografo Stefano Savini
Cannocchiale Airy Black 90T
Oculare duplicatori 2x e 1,4x assieme T2
Adapter T2
Macchina Olympus EM-D 1
Tempi 1/60
Diaframma  f. 8
ISO 200
Distanza  60
Esposizione  Manuale
Cavalletto Bilora Prof.
Testa Manfrotto mvh502ah
Mimetismo Mimetica fra arbusti 
Software CS 6
Plug-in   --
Luogo Carso (TS)
Data 04.05.2020
Meteo sereno senza vento