Il Tarabuso (Botaurus stellaris (Linnaeus,1758) ).

Foto e testo di Giorgio Magnani©

 

Foto del mese 0819 Tarabuso - Botaurus stellaris(Linnaeus,1758)  -  Foto di Giorgio Magnani ©

 Skywatcher Evostar 72 ED  - Olympus OMD 10 MarkII  - 1/260 sec. - 250 ISO

 

 

Il Tarabuso

 

Nome scientifico        : Botaurus stellaris (Linnaeus,1758)

Classe                         : Aves

Ordine                          : Ciconiiformes

Famiglia                      : Ardeidi

Sottospecie                 ; B. stellaris stellaris (Europa,Asia)

                                        B. Stellaris capensis (Africa)

 

Il Tarabuso è un Ardeide la cui biologia è poco conosciuta a causa del suo comportamento e abitudini schive ed elusive e dal suo habitat poco penetrabile.Coppia con uovo illustrazione d'epoca

È un Airone di medie dimensioni;

Lunghezza: 70/80 cm

Apertura alare: 125/135 cm

Colorazione: Bruno dorata

Struttura; Becco massiccio e corpo tozzo

Dimorfismo sessuale: Poco marcato

Habitat: È molto selettivo e frequenta ambienti umidi naturali di grandi dimensioni e caratterizzati da fitta vegetazione. Specchi d'acqua bassa e canali che gli consentono di pescare indisturbato e di spostarsi camminando. Canneti e risaie completano il suo areale soprattutto durante il periodo nidificazione. Stanziale in Italia paradossalmente aumenta la sua concentrazione durante il periodo invernale.

 

Nota dell'editore
Il Tarabuso si alimenta principalmente di pesci ed anfibi che cattura in acque basse, sebbene una certa componente di invertebrati e piccoli mammiferi possa far parte della dieta.  Le popolazioni nidificanti italiane si comportano probabilmente come sedentarie, mentre le popolazioni che nidificano nel centro-Nord Europa sono migratrici di media e lunga distanza: una frazione di questi individui utilizza le aree umide italiane, sia planiziali che pedemontane, come aree di svernamento. Nel periodo di nidificazione la specie si caratterizza per la distribuzione in due tipologie di habitat differenti, a cui si associano differenti fenologie riproduttive. In entrambe i casi, il tarabuso si riproduce in singole coppie anziché in colonie come la maggioranza degli ardeidi. La specie può però essere poliginica, con diverse femmine riproduttrici all’interno del territorio di un unico maschio, che può quindi ospitare fino a cinque nidi contemporaneamente.  Le uniche vocalizzazioni che si verificano nel tarabuso è il "boom". Il boom è il nome dato alla profonda vocalizzazione fatta dai tarabusini durante la stagione riproduttiva. Per produrre questo suono basso il tarabuso forza il suo esofago pieno d'aria e produce fisicamente risonanza tra il collo e l'esofago pieno d'aria (Puglisi e Adamo 2004)

 

Status: A causa di pochi studi effettuati verso questa specie e le difficoltà di avvistamento lo rendono di difficile censimento.

Di certo siamo in presenza di un evidente declino delle popolazioni su scala europea. In Italia si stima una presenza di 50/70 maschi "cantori".

Presente sulla Costa adriatica settentrionale, Umbria, Toscana, Laghi di Mantova e Laghi della Brianza.

È una specie tutelata dalla Convenzione di Berna, specie protetta in Italia.

 

Tarabuso in volo - IllustrazioneRiproduzione: Depone da 3/6 uova di colore verde- bruno tra marzo e maggio (a seconda delle zone).

La schiusa, asincrona, avviene circo dopo 25 giorni. I pulcini lasciano il nido al quindicesimo giorno e si involano intorno al cinquantesimo giorno. Le cure parentali vengono svolte interamente dalla femmina.

 

Caratteristiche: Inconfondibile è il suo canto, udibile fino a 2-5 km soprattutto all'alba ed al tramonto.

Il comportamento più caratteristico è però la postura " a canna". L'animale in situazione di pericolo allunga il collo perpendicolarmente al terreno, con il becco rivolto verso l'alto. È una strategia per eludere i predatori ed è agevolata dalla fitta vegetazione. Il colore del suo piumaggio inoltre lo rende di difficile individuazione tra la vegetazione.

 

 

 

 

La foto:

Con il mio Amico Stefano, ovviamente l'avevamo già avvistato tre settimane fa ma condizioni estreme di caldo e comportamento schivo avevano reso impossibile qualsiasi fotografia. Ma ormai avevamo in testa il Tarabuso!

Altri avvistamenti di Amici confermavano la sua predilezione per quell'angolo di palude. Bisognava aspettare ...

La settimana scorsa arrivo al capanno. Preparo tutta la mia attrezzatura. Tutto tace. Non si muove una foglia.

Ad un certo punto vicino la sponda vedo nuotare qualcosa. Mi dico; Ma che razza di Germano è questo?! Non era un Germano.

Era il Tarabuso!!

Ovviamente sparisce immediatamente dalla mia vista. Chiamo Stefano... 5 minuti è lì con me! Aspettiamo attenti a qualsiasi impercettibile movimento tra le canne. Dopo tre ore di trepida attesa, perché non era scritto da nessuna parte che sarebbe uscito, ha deciso di premiare la Nostra costanza e il nostro desiderio di fotografarlo.

Un’emozione indescrivibile!!

 

 


 

Il mio Digiscoping

Sono sempre stato un animale selvatico. Il mio tempo libero sempre speso all'aria aperta. Appassionato di montagna, pur guardando sempre con attenzione e con piacere ciò che mi stava attorno, le mie attenzioni erano però rivolte alle prestazioni sportive.

L'anno scorso è nato in me il desiderio di vedere meglio tutto questo. Ma lo volevo vedere bene e possibilmente in grande!

Quindi cosa c'era di meglio se non un cannocchiale?!

Ma ancora non mi bastava guardare attraverso una sola lente, ce ne volevano due... Digiscoping!

Senza saper né leggere né scrivere, non sapevo nulla di cannocchiali e ancora meno di macchine fotografiche, mi son lanciato nel vuoto.

Ovviamente son caduto tante volte ma ho sempre trovato delle braccia che oltre a rialzarmi mi hanno indicato la strada giusta.

C'ho messo anche del mio... una grande passione! Senza di quella non si va da nessuna parte.

Celebration è il titolo che ho dato a questa mia foto.

Il mio primo anno di Digiscoping volevo festeggiarlo con il botto e credo di esserci riuscito.

Grazie ad Andreas, Stefano e Roberto

Grazie a Stefano per la sua compagnia discreta al capanno.

Grazie a Oretta, mia moglie, che mi sopporta e mi permette tutto questo.

 

 "Freddo, pioggia, caldo e zanzare

ma con il mio rifrattore volo, nuoto e sogno"

 

 Giorgio Magnani


CURIOSITA'

   



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Ciconiiformes 
Famiglia

Ardeidae

Scientifico Botaurus stellaris
   
Inglese Great Bittern
Tedesco Rohrdommel
Spagnolo Avetoro Común
Francese

Butor étoilé 

Giapponese サンカノゴイ 
Portoghese Abetouro-comum
Russo Большая выпь
Svedese Rördrom
Fotografo Giorgio Magnani
Cannocchiale Skywatcher Evostar 72 ED
Oculare Kenko Pro 300 DGX 1,4
Adapter T2
Macchina Olympus omd 10 MarkII
Tempi 1/160
Diaframma  f. 8
ISO 250
Distanza  35
Esposizione  Manuale
Cavalletto -
Testa -
Mimetismo Capanno
Software Lightroom CC
Plug-in   Topaz Al
Luogo Carso (TS)
Data 10.09.2019   ore 16,00
Meteo Variabile