Falco cuculo (Falco vespertinus , Linnaeus 1766)

Foto e testo di - Dante Dalla©


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Foto del mese 06-2015 - Falco cuculo (Falco vespertinus)   Foto  -  Dante Dalla ©
 

Falco Cuculo   
Falco vespertinus, (Linnaeus, 1766 )
Ordine: Falconiformes
Famiglia: Falconidae

L’appellativo con il quale mezza Europa, identifica questo piccolo falco, la dice lunga su quale sia il principale carattere distintivo della specie, ovvero il vivace colore rosso-arancio delle zampe e dei piedi. Forse anche la differenza del piumaggio tra maschi, femmine ed immaturi, ha ispirato quale aggettivo identificativo, l’accentuata colorazione rossa delle parti nude inferiori, comune in entrambi i sessi, seppure con lieve differenza di tonalità.

Di dimensioni leggermente inferiori a quelle del gheppio, misura tra i 29 e 31 cm, con una apertura alare che va dai 60  ai 75 cm., con coda piuttosto lunga e ali larghe alla base e meno appuntite rispetto al falco lodolaio, con il quale è facile confonderlo se ne viene osservata la silhouette in volo. Il capo risulta arrotondato e piccolo, anche per la dimensione molto minuta del becco; da posato, la proiezione delle primarie raggiunge o supera di poco le timoniere.

Il maschio presenta colorazione tipica grigio ardesia scuro, leggermente più chiara mano a mano che si procede verso le parti inferiori; il ventre, il sottocoda e i calzoni sono di colore rossiccio; cera del becco, anello palpebrale e zampe rosso-arancio; becco grigio scuro, aranciato alla base; iride bruno scuro. La femmina presenta parti superiori grigie barrate di scuro, parti inferiori di colore fulvo-rossiccio più o meno intenso, con fine striatura scura sui fianchi; il capo presenta un disegno caratteristico con vertice fulvo, più chiaro verso la fronte; gola, mento e guance pallide con evidente mascherina nera, formata dall’area a contorno dell’occhio e dal breve sottostante “mustacchio”. Le parti nude sono aranciate, ma più tendenti al giallo rispetto al maschio. L’immaturo appare con disegno simile alla femmina, ma complessivamente più bruno e con meno grigio nelle parti superiori, con toni meno rossicci in quelle inferiori, più simile in tutto agli immaturi di altri falchi di medesime dimensioni.

Il falco cuculo è molto frequente nel nostro paese in periodo di passo migratorio, sia in primavera quando in grandi raggruppamenti raggiunge il nord est europeo per la riproduzione, sia a fine estate, quando rientra in maniera più disomogenea, diretto ai quartieri di svernamento in Africa. Anche in pianura padana, sono stati accertati diversi casi di riproduzione nel corso degli ultimi 20 anni ed il trend risulta in moderato aumento. Tendenzialmente coloniale in fase riproduttiva, anche se non mancano casi di coppie isolate, la deposizione delle uova, da 3 a 6, avviene tra la seconda decade di maggio e la metà di giugno, utilizzando i nidi abbandonati dei corvidi, posizionati su alberi di notevole altezza.

Gli ambienti prediletti da questa specie sono gli ambienti rurali aperti, anche coltivati estensivamente, meglio se inframezzati da filari di essenze arboree e boschetti, aree umide e canali irrigui, dove caccia prevalentemente insetti, sia da posato che in volo, adottando spesso la tecnica dello “spirito santo” ma non in maniera così prolungata come è solito fare il gheppio.

Molto gregario durante tutto l’anno, in inverno si radunano migliaia di individui ai dormitori, condivisi anche con altre specie di falchi.

Nei confronti della presenza umana, risulta molto più tollerante rispetto al gheppio ed in generale, rispetto a tutti gli altri falchi di piccola taglia.

 

 


LA FOTO

L’occasione per fotografare questo piccolo e colorato falco si è presentata questa primavera, quando un amico mi ha fornito indicazione circa una abbondante presenza di falchi cuculi e gheppi in una zona agricola abbastanza circoscritta, vicino al paese dove abito.

Questa zona, essendo caratterizzata da ampie zone coltivate a prato polifita o erba medica, dove quindi risulta scarso l’impiego di antiparassitari, ospita spesso notevoli concentrazioni di rapaci durante il passo primaverile e autunnale; l’occasione si presenta di solito dopo il taglio del foraggio, durante il quale ardeidi e gabbiani seguono da pochi centimetri le macchine agricole in azione, per catturare i micromammiferi in fuga; una volta raccolto il foraggio e pressato in centinaia di rotoballe, con il terreno che diventa libero alla vista, ecco che, se la situazione coincide con il passo dei rapaci, si verifica questa magica condizione dove gheppi  e falchi cuculi di passaggio, trovano nelle rotoballe sparse sul piano in modo equidistante, comodi posatoi per la caccia. L’evento dura dalle 24 alle 48 ore, dove si può ammirare questo incessante movimento di falchi in caccia e alimentazione tra il terreno e le rotoballe di fieno, con numeri veramente importanti: quest’anno, in un paio di ore nel tardo pomeriggio, in occasione della foto scattata, ho potuto contare più di un centinaio di falchi cuculi e gheppi, sei albanelle minori, una decina di falchi di palude e altrettante poiane, con diversi morfismi. Uno spettacolo di movimenti, colori, richiami, nella calda luce della sera primaverile.

Ho realizzato le foto posizionando il treppiede all’interno dell’auto, posteggiata sul bordo di una delle cavedagne che lambiscono i campi, oscurando la fiancata dell’auto alle mie spalle con una rete mimetica incastrata tra portiera e finestrini chiusi, in modo da rendere meno percepibili i miei movimenti all’interno; devo dire che il cannocchiale angolato in questi casi risulta abbastanza scomodo, costringendo ad una limitata ampiezza dell’inquadratura, dovendo tenere il treppiede molto basso rispetto alla luce del vetro della portiera, per poter guardare nel display della fotocamera senza sbattere con la testa sul soffitto dell’auto: questo è uno dei casi in cui rimpiango il cannocchiale diritto.

Dopo una breve attesa questo giovane, si è posato sulla rotoballa più vicina alla mia auto, consentendomi questo scatto, per poi ripartire per proseguire la caccia e l’attività trofica. Molto più sospettosi, invece, i gheppi che si sono concessi a distanze superiori. Ho potuto scattare, prima che la luce calasse definitivamente, qualche altra immagine di femmine e di altri giovani posati un poco più distanti, ma nessun maschio ha voluto concedermi, ad una distanza “fotografica”, la bellezza del contrasto acceso tra il suo manto cinerino e le parti nude rosse.

Non rimarrà che aspettare il prossimo passaggio di questi bellissimi animali, con la trepidazione tutta infantile di chi attende l’arrivo di un dono atteso, naturalmente con la fida attrezzatura da digiscoping pronta a cogliere l’occasione per trasformarla in un’emozione indelebile e preziosa.



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine  Falconiformes  
Famiglia

Falconidae 

Scientifico Falco vespertinus
   
Inglese Red-footed Falcon
Tedesco  Rotfußfalke 
Spagnolo Cernícalo Patirrojo
Francese

Faucon kobez

Giapponese  ニシアカガシラチョウゲンボウ
Portoghese Falcão-de-pés-vermelhos
Russo Кобчик
Svedese Aftonfalk 
Fotografo Dante Dalla
Cannocchiale Zeiss Diascope 85 TFL
Oculare 20-60x a 30x
Adapter Pere Cortinas
Macchina Canon s95
Tempi 1/640
Diaframma  f. 4,5
ISO  100
Distanza  20m
Esposizione  Priorità diaframma
Cavalletto Benro 380 A
Testa Manfrotto 701
Mimetismo no - Automobile
Software Adobe
Plug-in  Layers, smart sharpen,
Luogo Sant'Agata Bolognese
Data 25/05/2015 ore 19,11
Meteo Sole radente e nuvole